Oggi si è svolta l'ultima partita dell'anno. La Lube ha affronta il Ravenna. Alcuni avevano detto che sarebbe stato semplice, ma semplice non è stato e per questo tanto onore a Ravenna che ha tentato (anche a corto di giocatori!) di frenare la scalata dei nostri biancorossi.
Ma non c'è storia. La Lube ha vinto 3 a 0 e adesso finiamo questo anno con 29 punti su 30, imbattuti in campionato (10 vittorie su 10 partite) e con ottimi proposito per l'anno nuovo. Che comincerà con l'ultima partita di andata, contro la Copra Elior Piacenza al momento seconda in classifica, e con due partite di Champions, sempre contro la Copra Elior.
Lasciate che vi dia un po' di dati, a caso:
-Michele Baranowicz è stato MVP per ben tre volte (contro Perugia, contro Vibo e contro Cuneo),seguito da Marko Podrascanin per due volte (contro Molfetta e Città di Castello), da Jiri Kovar (contro Trento) Dragan Stankovic (contro Latina) e Ivan Zaytsev (contro Verona).
-in 10 partite abbiamo giocato 33 set, abbiamo fatto 623 punti, 809 battute (di cui 67 ace), 797 attacchi (di cui 49 errati, 51 murati e 453 perfetti).
-Il nostro capitano Ivan Zaytsev ha fatto 169 punti, 19 ace e 261 attacchi di cui 130 perfetti.
-Il nostro regista Michele Baranowicz ha fatto 36 punti, 13 ace (secondo solo a Zaytsev) 20 punti in attacco di cui 12 praticamente perfetti.
-I nostri centrali Dragan Stankovic e Marko Podrascanin hanno fatto rispettivamente 65 (Stankovic ha due partite in meno rispetto a Podrascanin) e 94 punti, 9 ace per il Drago, 8 per Marko.
-Jiri Kovar ha fatto 82 punti (con otto partite e non dieci), 6 ace, 105 attacchi.
-Bartosz Kurek (che giocatore!!) ha fatto 138 punti su dieci partite, 11 ace, 192 attacchi (di cui 105 perfetti)
I giocatori che sono stati praticamente onnipresenti in campo sono il capitano Ivan Zaytsev (10 partite, 33 set giocati) Marko Podrascanin (10 partite, 33 set) Bartosz Kurek (10 partite 33 set) e Michele Baranowicz (10 partite, 33 set).
Alla fine della decima giornata la Lube si trova al di sopra di tutti. Prima in classifica, campionessa d'inverno già annunciata a due partite dalla fine, prima che si giocasse con Ravenna, si trova a sei punto di distacco dalla Copra Elior Piacenza, l'ultima squadra da affrontare prima di giocare il ritorno.
Un regalo migliore la Lube non ce lo poteva fare. Noi tifosi oggi ci troviamo con questo grande regalo da parte dei nostri biancorossi, un primo posto dorato.
E si, ci possiamo permettere di festeggiare, almeno per un po', fino a che non si riaprirà il campionato e la Champion's League. Perchè allora si riaprono le danze, si riapre la battaglia, non possiamo permetterci di sbagliare, non dobbiamo regalare nulla. Noi che abbiamo lottato così tanto per raggiungere un grado di intesa e di squadra così alto, non possiamo cedere. Credo nei biancorossi e credo in questa squadra. Ci ho sempre creduto.
Quindi tifosi biancorossi, a voi che leggete, grazie, buone feste, buon Natale, buon anno, sempre nel nome della Lube. E buone feste a voi, guerrieri biancorossi che ogni domenica ci regalate queste grandi emozioni.
A Ivan, Michele, Marko, Dragan, Bartosz, Jiri, Simone, Leondino, Matteo, Hubert, Stefano, Alessandro, Natale, al Coach Giuliani e al secondo coach Cadeddu, a tutta la società, ma soprattutto a tutta la splendida Lube nel cuore, la meravigliosa curva della Lube, la mia famiglia, a Paola, Michela e Roberta, alla mia Nipo finlandese, a Roberto, a Giacomo, Daniele e Matteo, a Rosy e Sandrino, a Daniela, a Giancarlo e Anna, a Stefania, a Laura Pollon e a Laura Rosalie, a Elisabetta, a Silvia, a Margherita, a Andrea, a Giancarlo, a Max, alla mia Socia Giuliana, a Laura (la terza vi confonderete tutte!) a Giuliana, a Paola Pezz, a Sara, a Ste, a Benedetta, a Anna M e Milena... e a tutti gli altri (se ho dimenticato qualcuno siete autorizzati a bacchettarmi).
Grazie di questo splendido anno biancorosso.
Buone feste!
E sempre Forza Lube!!!
Lube Banca Marche Macerata
domenica 22 dicembre 2013
mercoledì 11 dicembre 2013
Le fatiche di un cronista sportivo: Intervista a Walter Astori!
Siete tifosi di pallavolo? Allora il suo nome salterà subito nella vostra testa: Walter Astori, classe 1980, è il cronista sportivo che ogni domenica accompagna i tifosi di pallavolo e racconta le imprese delle loro squadre del cuore. Sportube, la televisione online che trasmette eventi sportivi e che per molti di noi è stata una salvezza, è la casa di questo cronista, che mi ha concesso molto gentilmente questa intervista. E allora, se volete saperne di più, se volete dare un volto e conoscere di più la voce che vi accompagna in ogni partita, leggete qua sotto! Non ve ne pentirete!
La prima domanda è d’obbligo: come sei
diventato cronista sportivo? E’ una cosa che hai sempre voluto fare?
No, a dire
il vero fino ai 25 anni non avrei mai immaginato di ritrovarmi a fare il
cronista sportivo. Finiti gli esami
della sessione di giugno, ho pensato di trovarmi un lavoretto per l’estate. Mi
era sempre piaciuto scrivere, così ho risposto all’annuncio di un giornale
dedicato alla pallavolo, un po’ per curiosità, un po’ per mettermi alla prova.
Ho iniziato come inviato per le partite di serie B e serie C e da allora è
stato un vortice: ho scoperto e amato questo lavoro. Nel corso del tempo ho
scritto di qualsiasi argomento, dalla politica alla cronaca, passando per il
gossip ma il primo amore non si scorda mai e così eccomi di nuovo a raccontare
le emozioni della pallavolo.
Quanti sport segui tramite Sportube e quali
sono quelli che preferisci seguire?
Non vorrei
sembrar scontato ma rappresento il prototipo dell’italiano medio a cui si può
toccar tutto tranne il calcio, che però non ho mai seguito per lavoro ad alti
livelli. Una volta guardavo qualsiasi partita, ora il tempo non me lo permette
più e mi limito a quelle della mia squadra del cuore che certe volte mi
costringono a veri salti mortali per incastrare tutti i vari impegni. Per lavoro
invece ho avuto la fortuna di seguire molte discipline e sono riuscito ad
appassionarmi, più o meno, a tutte. Pallavolo maschile, pallavolo femminile,
motori, beach volley, hockey prato, hockey indoor, arti marziali miste, vela,
insomma una grande varietà di sport che mi ha permesso di crescere
professionalmente ed entrare in contatto con realtà prima sconosciute.
Parliamo del social match: come è nata
questa idea?
Innanzitutto,
per coloro che ancora non lo sapessero, spieghiamo cos’è il social match, ovvero
la possibilità per tifosi ed appassionati di interagire con la telecronaca
tramite i commenti sulla pagina Facebook di Sportube. Ne vado molto orgoglioso
perché è stata una mia idea ed è nata per caso, nell’impeto di una telecronaca,
sulla scia di precedenti esperienze radiofoniche. Era la prima giornata del
campionato di A1 femminile dello scorso anno ed ero al commento di
Chieri-Bergamo, una partita che offriva molti spunti di riflessione in quanto
la prima di Francesca Piccinini da ex contro Bergamo. Dopo aver espresso il mio
parere ho pensato che sarebbe stato interessante ascoltare anche quello dei
tifosi e così ho invitato gli utenti a scrivermi su Facebook. Dopo qualche
momento di timidezza ha scritto il primo ed il suo commento ha rappresentato un
vero e proprio effetto volano perché di lì a poco mi hanno bombardato di
messaggi sancendo il successo dell’iniziativa. Il giorno dopo ne ho parlato col
mio responsabile che ne è stato subito entusiasta e da quel momento il social
match è diventata una nostra consuetudine.
Adesso parliamo di pallavolo: quanto è
aumentato il seguito della pallavolo quest’anno?
La pallavolo
ha un bacino di utenza che cresce anno dopo anno e in questa stagione ha potuto
beneficiare della grande esposizione mediatica della nostra nazionale che
quest’estate ha ottenuto risultati importanti con il bronzo alla World League e
l’argento agli Europei. La crescita dei numeri non ci sorprende, ormai è il
quarto anno che siamo partner della Legavolley e sappiamo quanta passione e quanto
entusiasmo muove la pallavolo. In quest’ottica posso annunciare una grande
novità che a breve lanceremo su Sportube: sulla scia del successo di Volley
View a breve lanceremo una trasmissione analoga dedicata interamente ai
giocatori della serie A1 maschile. In questo modo, ogni settimana, avremo
ospite un atleta simbolo del nostro campionato ed i tifosi avranno la
possibilità di rivolgergli domande in tempo reale attraverso i social network.
Ci diresti un giocatore della A1 maschile e
una giocatrice della A1 femminile che ti sono rimasti nel cuore?
Non posso
dire di essere amico di questo o di quell’altro giocatore perché con loro ho
sempre avuto rapporti professionali. Però sono rimasto molto affezionato a quei
giocatori che ho avuto la fortuna di seguire sin da quando eravamo veramente
agli inizi, io come giornalista e loro come atleti. In particolare mi viene in
mente Laura Saccomani che ho visto giocare la prima volta quando aveva 14 anni
nella squadra del mio quartiere e che ho potuto seguire successivamente come
speaker della Roma Pallavolo in serie A2 prima del grande salto che l’ha
portata a vincere lo scudetto con la Scavolini Pesaro. Nel settore maschile
posso citare Ivan Zaytsev che ho visto crescere da vicino ai tempi della M.Roma
o Salvatore Rossini che intervistai a margine di un torneo regionale di beach
volley. Con lui ci siamo rincontrati recentemente e, nonostante ora giochi a
grandissimi livelli sia con Latina sia con la nazionale, mi ha confidato di
ricordare benissimo quell’intervista in quanto era la prima che rilasciava come
vincitore di un torneo.
Che consigli daresti a chi vuole entrare
nel mondo del giornalismo sportivo?
Di essere
caparbi, molto caparbi e non mollare di fronte delle prime difficoltà. E’ un
terreno difficile con pochi posti a disposizione e tantissima concorrenza, ma
con l’impegno e la passione si può arrivare lontano. La gavetta potrebbe essere
lunga e poco retribuita ma io consiglio, almeno all’inizio, di non guardare lo
stipendio ma l’esperienza. Quindi scrivete, scrivete e scrivete tanto, anche
relativamente a sport e campionati minori. Solo così potrete costruire una
professionalità che in futuro rappresenterà il vostro punto di forza. Come in
tutte le cose serve anche una buona dose di fortuna ma la fortuna va anche
aiutata e non aspettata.
Oltre allo sport, sappiamo che scrivi come
è nata questa passione?
Direi che è
una passione innata. Sono sempre stato un grande lettore e come tutti i grandi
lettori ho sentito il bisogno di cimentarmi nella scrittura. Da super
appassionato di gialli/thriller non potevo che scegliere questo genere e dopo
diversi romanzi chiusi nel cassetto ho raggiunto l’apice nel 2007 quando col
mio “Le sette sfere” ho vinto il premio letterario “Il giallo di Roma” aperto
ad opere di narrativa ambientate nella città eterna. Ultimamente, purtroppo o
per fortuna, il lavoro mi ha portato via tantissimo tempo ed ho avuto meno
occasioni per scrivere ma approfitto di questa intervista per lanciare una
nuova iniziativa che presto mi vedrà protagonista e che coinvolgerà gli
appassionati della pallavolo. A breve su tutti i siti del network relativo a
www.volleymaniaweb.com sarà pubblicato a puntate il mio ultimo romanzo, un
giallo/thriller che mi ha dato la possibilità di conciliare le mie due grandi
passioni: la scrittura e lo sport. Il protagonista, infatti, è un ex
pallavolista impegnato nella sua partita più importante: dimostrare la sua
estraneità in una vicenda di cronaca nera che l’aveva coinvolto da giovane e
che fortuitamente ne aveva segnato l'esistenza lanciandolo ad alti livelli
nello sport. Volete saperne di più? Continuate a seguirmi.
(Walter al lavoro, grazie a Cecilia per la foto!)
E noi Walter continueremo a seguirlo: intanto cliccando (se non l'avete già fatto!) sulla pagina di Sportube , mettendo mi piace e partecipando al social match (questa domenica verrà trasmessa Casa Modena- Calzedonia Verona), ma soprattutto continuando a seguire Walter.
Un piccolo ringraziamento per avermi concesso questa intervista. Quando ho cominciato a seguire la pallavolo, Sportube è diventata il mio punto di riferimento. Senza Sportube chissà quante partite mi sarei persa! Ma sottolineo il grazie per avermi permesso di scrivere questo articolo. E' un gran regalo per me.
Sempre forza Lube, ma in questo caso viva la pallavolo in generale!
sabato 16 novembre 2013
A RaiSport, sinceramente...
I nostri azzurri sono partiti alla volta del Giappone per la Grand Champions Cup. Per quanto sia stata felice per le convocazioni di Coach Berruto, la felicità è durata ben poco.
Chi trasmetterà le partite? Nella speranza che fosse RaiSport ero pronta con scorte caffè a cambiare i miei orari e trasformarmi in un animale notturno pur di vedere le partite dei miei azzurri.
Che delusione scoprire invece che solo coloro che hanno Sky o Mediaset Premium potranno godersi (tra l'altro in differita) le prodezze dei nostri guerrieri: le partite saranno trasmesse solo su Eurosport, canale appunto raggiungibile solo attraverso abbonamenti a pagamento.
Ora, dico io. ma vi sembra GIUSTO?
No non è giusto. Rai Sport non ha acquistato i diritti. Perchè?
Non mi vengano a dire di non avere soldi. Se solo dessero più spazio a tutti gli sport invece di investire ogni minimo centesimo in TUTTE le partite di calcio dalla A alla Z, forse i soldi ci sarebbero.
Non mi vengano a dire che il volley non è seguito.
Certo voi non ci rendete facile seguire questa passione. Ma proprio per niente.
Ogni domenica una sola partita, ogni volta una scelta pesante.
Ma posso anche capire che durante il campionato non si possa trasmettere tutto.
Posso capire. Ma la nazionale è la nazionale. Io non ho sky e non ho Mediaset Premium. Quello che posso permettermi è sperare e pregare in ogni lingua che le partite per me più importanti vengano trasmesse.
Ma mi aspetto, anzi PRETENDO che la nazionale italiana sia trasmessa in chiaro e non solo per chi si può permettere un servizio a pagamento.
PRETENDO, visto che pago il canone per una televisione che raramente soddisfa i miei gusti, che almeno la nazionale venga trasmessa, che sia dato spazio ai nostri azzurri come viene dato spazio agli azzurri del calcio.
Lo pretendo e non prendetemi per un'ingrata: sono stata felice di vedere gli Europei, a settembre, e la World League.
Ma perchè Rai Sport non da uno spazio alla nostra nazionale? Perchè?
L'unica cosa che posso fare adesso è solo attendere i risultati delle partite, leggere qualche articolo qua e là sparso per il web, ma non potrò vedere i miei azzurri.
Grazie. Vi ringrazio dal cuore.
La pallavolo è una passione per me importante, fondamentale, che vivo quotidianamente assieme a un sacco di altre persone che sono rimaste male, che sono deluse da questa CONTINUA DISCRIMINAZIONE verso la pallavolo, sistematica e senza fine.
Non è uno sport inferiore, noi tifosi non siamo inferiori a quelli del calcio (anzi lasciatemelo dire, ma da come si sono ridotte le curve calcistiche forse sarebbe anche ora di dare meno risalto a tanto odio e a tanta violenza) ma nessuno vi chiede di cancellarlo. Solo di dare più spazio ai tanti sport che a questa Italia hanno portato tanta gloria e tante vittorie.
Sempre e comunque, anche se impossibilitata a vederli, con i nostri azzurri!
Chi trasmetterà le partite? Nella speranza che fosse RaiSport ero pronta con scorte caffè a cambiare i miei orari e trasformarmi in un animale notturno pur di vedere le partite dei miei azzurri.
Che delusione scoprire invece che solo coloro che hanno Sky o Mediaset Premium potranno godersi (tra l'altro in differita) le prodezze dei nostri guerrieri: le partite saranno trasmesse solo su Eurosport, canale appunto raggiungibile solo attraverso abbonamenti a pagamento.
Ora, dico io. ma vi sembra GIUSTO?
No non è giusto. Rai Sport non ha acquistato i diritti. Perchè?
Non mi vengano a dire di non avere soldi. Se solo dessero più spazio a tutti gli sport invece di investire ogni minimo centesimo in TUTTE le partite di calcio dalla A alla Z, forse i soldi ci sarebbero.
Non mi vengano a dire che il volley non è seguito.
Certo voi non ci rendete facile seguire questa passione. Ma proprio per niente.
Ogni domenica una sola partita, ogni volta una scelta pesante.
Ma posso anche capire che durante il campionato non si possa trasmettere tutto.
Posso capire. Ma la nazionale è la nazionale. Io non ho sky e non ho Mediaset Premium. Quello che posso permettermi è sperare e pregare in ogni lingua che le partite per me più importanti vengano trasmesse.
Ma mi aspetto, anzi PRETENDO che la nazionale italiana sia trasmessa in chiaro e non solo per chi si può permettere un servizio a pagamento.
PRETENDO, visto che pago il canone per una televisione che raramente soddisfa i miei gusti, che almeno la nazionale venga trasmessa, che sia dato spazio ai nostri azzurri come viene dato spazio agli azzurri del calcio.
Lo pretendo e non prendetemi per un'ingrata: sono stata felice di vedere gli Europei, a settembre, e la World League.
Ma perchè Rai Sport non da uno spazio alla nostra nazionale? Perchè?
L'unica cosa che posso fare adesso è solo attendere i risultati delle partite, leggere qualche articolo qua e là sparso per il web, ma non potrò vedere i miei azzurri.
Grazie. Vi ringrazio dal cuore.
La pallavolo è una passione per me importante, fondamentale, che vivo quotidianamente assieme a un sacco di altre persone che sono rimaste male, che sono deluse da questa CONTINUA DISCRIMINAZIONE verso la pallavolo, sistematica e senza fine.
Non è uno sport inferiore, noi tifosi non siamo inferiori a quelli del calcio (anzi lasciatemelo dire, ma da come si sono ridotte le curve calcistiche forse sarebbe anche ora di dare meno risalto a tanto odio e a tanta violenza) ma nessuno vi chiede di cancellarlo. Solo di dare più spazio ai tanti sport che a questa Italia hanno portato tanta gloria e tante vittorie.
Sempre e comunque, anche se impossibilitata a vederli, con i nostri azzurri!
venerdì 15 novembre 2013
Cucine Lube Banca Marche Macerata - Diatec Trentino 3-1
Non sapete quanto io sia felice di poter scrivere quel 3-1. E' un'emozione troppo grande, troppo bella, troppo irruente. Tanto quasi da non crederci. Eppure controllo, vado sul sito della Lega ed è così: la mia Lube ha battuto Trento 3 a 1.
C'era la solita atmosfera un po' tesa in campo: quella leggera apprensione da parte di entrambe le squadre, sguardi di fuoco passavano attraverso la rete, due squadre che da sempre hanno sentito la tensione della sfida quando si trovavano l'una davanti all'altra. Due titani, due giganti della pallavolo.
Del resto questo incontro, Lube-Trento, per me è diventato un must, non è semplicemente un incontro, è L'incontro.
E allora andiamo a vedere cosa è successo in questo incontro, in questo match.
Quando la Lube entra in campo sembra tutto facile: durante il primo set non sembra neanche di giocare contro il Trento che tanto ammiro. Finisce in poco tempo, appena 22 minuti, in cui la Lube riesce a mettere giù pallone su pallone su pallone fino a chiudere il set 25 a 16.
Però, come dice il nostro coach, prima vinci la partita poi ridi. E infatti la Lube prende una sonora batosta quando il Trento nel secondo set comincia a rifiorire: si sveglia, diventa aggressivo e dice "Non sarà così semplice espugnare la nostra Trento". La Lube non vince dal 2011 a casa dei giallo blu, ha bisogno di questa vittoria: ma il secondo set va a Trento, finisce in 27 minuti, 25 a 21 per i padroni di casa.
Uno a uno, tutto da rifare. Alle spalle un primo set fin troppo facile e un secondo set nervoso, in cui Baranowicz il nostro palleggiatore vede persino il cartellino giallo per le troppe lamentele.
Ma noi non molliamo, non siamo una squadra che molla.
E il terzo set è un set infuocato.
Un terzo set in cui tutte le armi vengono sfoderate, in cui i titani tengono la partita sul filo del rasoio.
Batticuore, ma che spettacolo! Viene anche tirato fuori un cartellino rosso (provocandomi un mezzo infarto) in realtà poi assegnato al nostro allenatore Giuliani, il punteggio che impazzisce e che va avanti e indietro. Alla fine però la Lube riesce a chiuderlo, metterci il sigillo e arrivare al quarto set in vantaggio. 33 minuti di meravigliosa pallavolo, set finito 28 a 26 per i nostri biancorossi.
La partita però non è ancora chiusa. Si arriva al quarto set, potrebbe essere l'ultimo, potrebbe essere il set vittorioso o quello che ci porterà al tie break. Con il cuore che batte forte vedo i miei guerrieri cominciare a giocare e dimostrare quella voglia di vincere, di chiudere la partita che fa paura all'avversario. Ventiquattro minuti non sembrano poi tanti, ma vi giuro che domenica sono sembrati un'eternità. Non finiva più, non si intravedeva la fine della partita. Fino a che quel 25 è arrivato. 25 a 19 e la Lube chiude la partita e riazzera quegli anni senza vittorie, sconfigge la bestia nera che è per noi Trento e fa esplodere nel cuore dei suoi tifosi la felicità più pura. Perchè battere Trento al PalaTrento, non dargli neanche la chance di arrivare al tie break, fa sorridere. Sorridere tanto. Sorridere così.
C'era la solita atmosfera un po' tesa in campo: quella leggera apprensione da parte di entrambe le squadre, sguardi di fuoco passavano attraverso la rete, due squadre che da sempre hanno sentito la tensione della sfida quando si trovavano l'una davanti all'altra. Due titani, due giganti della pallavolo.
Del resto questo incontro, Lube-Trento, per me è diventato un must, non è semplicemente un incontro, è L'incontro.
E allora andiamo a vedere cosa è successo in questo incontro, in questo match.
Quando la Lube entra in campo sembra tutto facile: durante il primo set non sembra neanche di giocare contro il Trento che tanto ammiro. Finisce in poco tempo, appena 22 minuti, in cui la Lube riesce a mettere giù pallone su pallone su pallone fino a chiudere il set 25 a 16.
Però, come dice il nostro coach, prima vinci la partita poi ridi. E infatti la Lube prende una sonora batosta quando il Trento nel secondo set comincia a rifiorire: si sveglia, diventa aggressivo e dice "Non sarà così semplice espugnare la nostra Trento". La Lube non vince dal 2011 a casa dei giallo blu, ha bisogno di questa vittoria: ma il secondo set va a Trento, finisce in 27 minuti, 25 a 21 per i padroni di casa.
Uno a uno, tutto da rifare. Alle spalle un primo set fin troppo facile e un secondo set nervoso, in cui Baranowicz il nostro palleggiatore vede persino il cartellino giallo per le troppe lamentele.
Ma noi non molliamo, non siamo una squadra che molla.
E il terzo set è un set infuocato.
Un terzo set in cui tutte le armi vengono sfoderate, in cui i titani tengono la partita sul filo del rasoio.
Batticuore, ma che spettacolo! Viene anche tirato fuori un cartellino rosso (provocandomi un mezzo infarto) in realtà poi assegnato al nostro allenatore Giuliani, il punteggio che impazzisce e che va avanti e indietro. Alla fine però la Lube riesce a chiuderlo, metterci il sigillo e arrivare al quarto set in vantaggio. 33 minuti di meravigliosa pallavolo, set finito 28 a 26 per i nostri biancorossi.
La partita però non è ancora chiusa. Si arriva al quarto set, potrebbe essere l'ultimo, potrebbe essere il set vittorioso o quello che ci porterà al tie break. Con il cuore che batte forte vedo i miei guerrieri cominciare a giocare e dimostrare quella voglia di vincere, di chiudere la partita che fa paura all'avversario. Ventiquattro minuti non sembrano poi tanti, ma vi giuro che domenica sono sembrati un'eternità. Non finiva più, non si intravedeva la fine della partita. Fino a che quel 25 è arrivato. 25 a 19 e la Lube chiude la partita e riazzera quegli anni senza vittorie, sconfigge la bestia nera che è per noi Trento e fa esplodere nel cuore dei suoi tifosi la felicità più pura. Perchè battere Trento al PalaTrento, non dargli neanche la chance di arrivare al tie break, fa sorridere. Sorridere tanto. Sorridere così.
Foto di Laura Papa (Clicca sul nome per altre foto!)
Mvp della serata Jiri Kovar. Il nostro Jiri, il nostro altalenante Jiri, bisogna ammetterlo. Un giocatore che da molte soddisfazioni, ma che fa anche molto arrabbiare e lo dico con franchezza, avendo tanto rispetto per questo ragazzo (classe 1989, credeteci è così!) che ha grandissime potenzialità e che quando vuole in campo dimostra la sua grande classe. E' scostante, a volte mi fa arrabbiare perchè non da sempre quello che potrebbe, ma quando lo da la Lube non ha rivali. Vorrei solo vedere un Jiri Kovar più deciso e sicuro delle sue potenzialità, visto che ne ha e questa è la grande dimostrazione. Essere MVP in una partita così decisiva dimostra comunque grandi capacità, grande talento sportivo, che noi tutti vorremmo vedere sempre in campo. Ma non prendetela per una critica, è una tirata d'orecchie, una ramanzina simpatica per un giocatore che ammiro. E che vorrei vedere più spesso così forte e pronto alla battaglia.
Foto di Laura Papa
Dopo aver giocato mercoledì contro Città di Castello (e aver piantato un bel 3 a 0 contro una squadra che comunque ha dato gran filo da torcere alla nostre Lube e che, ricordiamolo, ha battuto Piacenza e Modena) la Lube si trova ora in cima alla classifica di campionato, 15 punti, seguita dalla Copra Elior Piacenza con 11 punti, 5 vittorie in campionato e 3 in Champions, imbattuta per ora, 24 set vinti, 3 set persi, 409 punti fatti, con un quoziente set di 15.
Possiamo dire di poter essere fieri di una Lube così.
Una grande Lube, una grande squadra, guidata lasciatemelo dire da un grande capitano Zaytsev, da un grande allenatore quale è il coach Giuliani, seguita da un grande gruppo di tifosi, i Predators della Lube nel cuore, a cui è stata dedicata la vittoria di domenica.
Non c'è molto da dire, da aggiungere. Solo una cosa: Sempre e comunque forza Lube!
lunedì 4 novembre 2013
Quando si gioca col cuore!
Io sono letteralmente senza parole. La mia Lube ieri ha giocato la quinta partita da quando il campionato è cominciato (Exprivia Molfetta, Andreoli Latina, Sir Safety Perugia più due di CEV contro lo Zenit e il Posojilnica) e in cinque partite non abbiamo perso neanche un set. Non siamo crollati neanche per un set, non abbiamo lasciato nulla all'avversario: siamo una squadra che si sta lentamente formando e sta trovando il suo equilibrio, una squadra che all'inizio faceva storcere un po' di nasi, non il mio comunque, perchè radicalmente cambiata rispetto all'anno scorso.
Una Lube che doveva trovare il suo posto e dopo la brutta esperienza della supercoppa tutti erano un po' impauriti. Un po' dubbiosi. Ma in queste cinque partite i nostri biancorossi ci hanno dimostrato tantissimo.
Soprattutto i nostri nuovi, è chiaro a questo punto quanto il nostro nuovo palleggiatore sia importante e quanto stia lavorando per dimostrare che i tifosi non dovranno rimpiangere gli anni passati.
MVP di ieri queste sono state le sue parole:
La mia intenzione era quella di commentare le partite passate, ci ho messo davvero il cuore, ma il punto è che questa Lube mi ha travolto. Non mi aspettavo niente di meno dai miei guerrieri, ma quando una squadra ti da così tanto a volte non si può far altro che rimanere con la bocca aperta, lasciando che i soli risultati parlino per la squadra.
E i risultati parlano. Abbiamo una squadra che non ha lasciato andare neanche un set, determinata, forte, coesa, che nonostante la mancanza di Simone Parodi (fermo un altro mese per un dito rotto BUONA GUARIGIONE SIMO!) è riuscita a trovare un proprio ritmo, una propria sinfonia e che comincia a fare paura. Una nuova Lube che doveva trovare una sua dimensione, ma una Lube che non si accontenta: la parola d'ordine dei giocatori sembra essere una sola: MIGLIORARE.
Ad ogni vittoria testa bassa e pronti alla nuova partita, si punta sempre più in alto, sempre più forti, sempre più determinati, pronti a qualunque evenienza.
Quello che so è che se è vero che c'è una sorta di nostalgia per la vecchia Lube, le squadre cambiano, cambiano sempre. Si va avanti, si ama la maglia, si ama la bandiera, si ama la Lube.
Si amano questi nuovi giocatori che stanno facendo di tutto per provare ai tifosi la loro fedeltà alla squadra.
E se ormai avrete capito la mia non troppo celata passione per Baranowicz perchè credo davvero in lui, non c'è da dimenticarsi il martello polacco che si è unito alle nostre fila, Bartosz Kurek, sta facendo di tutto per emergere e per farci capire che è qui ed è pronto in tutta la sua potenza a fare qualunque cosa per far vincere la Lube.
(Foto di Laura Papa)
Una Lube che doveva trovare il suo posto e dopo la brutta esperienza della supercoppa tutti erano un po' impauriti. Un po' dubbiosi. Ma in queste cinque partite i nostri biancorossi ci hanno dimostrato tantissimo.
Soprattutto i nostri nuovi, è chiaro a questo punto quanto il nostro nuovo palleggiatore sia importante e quanto stia lavorando per dimostrare che i tifosi non dovranno rimpiangere gli anni passati.
MVP di ieri queste sono state le sue parole:
La mia intenzione era quella di commentare le partite passate, ci ho messo davvero il cuore, ma il punto è che questa Lube mi ha travolto. Non mi aspettavo niente di meno dai miei guerrieri, ma quando una squadra ti da così tanto a volte non si può far altro che rimanere con la bocca aperta, lasciando che i soli risultati parlino per la squadra.
E i risultati parlano. Abbiamo una squadra che non ha lasciato andare neanche un set, determinata, forte, coesa, che nonostante la mancanza di Simone Parodi (fermo un altro mese per un dito rotto BUONA GUARIGIONE SIMO!) è riuscita a trovare un proprio ritmo, una propria sinfonia e che comincia a fare paura. Una nuova Lube che doveva trovare una sua dimensione, ma una Lube che non si accontenta: la parola d'ordine dei giocatori sembra essere una sola: MIGLIORARE.
Ad ogni vittoria testa bassa e pronti alla nuova partita, si punta sempre più in alto, sempre più forti, sempre più determinati, pronti a qualunque evenienza.
Quello che so è che se è vero che c'è una sorta di nostalgia per la vecchia Lube, le squadre cambiano, cambiano sempre. Si va avanti, si ama la maglia, si ama la bandiera, si ama la Lube.
Si amano questi nuovi giocatori che stanno facendo di tutto per provare ai tifosi la loro fedeltà alla squadra.
E se ormai avrete capito la mia non troppo celata passione per Baranowicz perchè credo davvero in lui, non c'è da dimenticarsi il martello polacco che si è unito alle nostre fila, Bartosz Kurek, sta facendo di tutto per emergere e per farci capire che è qui ed è pronto in tutta la sua potenza a fare qualunque cosa per far vincere la Lube.
(Foto di Laura Papa)
Insomma, abbiamo affrontato le prime cinque partite e le abbiamo vinte. Ma da oggi comincia la settimana dell'inferno. Perchè mercoledì la Lube affronta il Novosibirsk, fondamentale vincere per i biancorossi per mantenere la prima posizione in Cev e uscire dal girone che tanto ci spaventava, illesi.
Ma domenica c'è Trento.
Non so voi, ma Trento per me è LA SFIDA. Non con la s maiuscola, ma tutto maiuscolo.
La sfida delle sfide, è il banco di prova definitivo. Sarà perchè ho sempre avuto un'alta considerazione di Trento e l'idea di affrontarli è come l'esame finale. Lì si capisce se si può davvero pensare di vincere o no.
Quest'anno più che mai poi, dopo la batosta della Supercoppa, questa partita rappresenta per i nostri biancorossi l'idea di riscattarsi.
Ci riusciranno?
Io sarò lì a tifarli, qualunque cosa succeda.
Ma c'è da dire che la nostra Lube di cuore ne ha tanto, di voglia di vincere ne ha, ma ha anche una squadra tecnicamente pronta.
Allora in alto i cuori biancorossi! La Lube scende nell'Arena!
Sempre forza Lube!
mercoledì 23 ottobre 2013
Riflessioni post partita
(Questo post contiene solo un mio pensiero, non è sulle partite disputate domenica e martedì, quelli arriveranno oggi pomeriggio).
Eravamo tutti emozionati all'idea di vedere la nuova Lube giocare. Anche un po' impauriti a dire la verità, dopo la brutta partita in Supercoppa con il Trento, diciamola tutta. Non è semplice per dei nuovi giocatori prendere confidenza in così poco tempo, cercare un feeling che è necessario per potersi capire in campo, senza neanche parlarsi, solo con un'occhiata.
La Lube non mi ha deluso. Quella che ho visto domenica è stata una squadra affiatata, certo non perfetta, ma sulla buona strada verso alti standard di gioco. Ma come ho detto questo post non è sulla cronaca delle partite, ma su alcune riflessioni che mi sono venute quasi istantaneamente quando ho visto prima la partita di domenica e poi quella di martedì, in cui i nostri hanno disintegrato il Kazan con un 3 a 0 senza possibilità di replica.
Qualche tempo fa scrissi un post in favore di Michele Branowicz. Piemontese di Mondovì, classe 1989, si è aggiunto ai biancorossi quest'estate dopo l'abbandono di Dragan Travica.
Ho scritto, e ripeto non ho problemi a dirlo, non è semplice rimpiazzare uno come Travica. E' un giocatore amatissimo, che nel bene e nel male ha sempre e comunque tenuto alto l'interesse per la Lube, un regista che ha lasciato il segno. Qualcuno che parte prevenuto c'è sempre.
Non si può evitare. Però si pensa che prima o poi la gente si pieghi alla bravura, al talento. Almeno chi ha l'obiettività di ammettere l'evidenza. Lo ammetto ancora non mi sono andate giù tutte le piogge di critiche che sono cadute a mannaia su questo ragazzo (si è giovane, ma potrebbe esserci chi non è d'accordo, pazienza) post Supercoppa, inneggiando a Travica, ipotizzando il taglio delle gambe di Michele.
Ora aperta al dialogo, vorrei davvero sapere da chi inneggiava al ritorno di Travica, con la massima sincerità, se dopo queste due partite si è almeno aperto uno spiraglio di luce per Michele.
Quello che ho visto io è un palleggiatore che con i fatti ha dimostrato di meritarsi la maglia biancorossa, gestendo i suoi compagni durante la partita con abilità ed equilibrio. Un giocatore che non molla mai.
Forse allora si potrebbe cercare di dare a questo giocatore una possibilità, non di sostituire Travica, ma di darci emozioni forti vestendo la maglia biancorossa.
La riflessione successiva è ovviamente connessa alla nazionale. Sono l'unica a chiedersi come mai questo palleggiatore di talento è stato lasciato a casa? Inspiegabilmente Michele è stato escluso dalla rosa alla vigilia della final six in Argentina, senza tra l'altro aver avuto modo di provare niente. Quanto tempo è stato lasciato in campo? Forse a malapena un set (e io c'ero, mi ha fatto un'ottima impressione). Senza nulla togliere al nostro numero tredici che ha fatto un ottimo lavoro, portandoci assieme alla sua squadra all'argento, mi chiedo perchè Coach Berruto abbia deciso di togliere ogni possibilità a un ragazzo che poteva di sicuro dare molto alla nazionale. Non prendetemi per un'ingrata: io sono riconoscente a Travica del lavoro che ha fatto. L'argento che la nazionale ha riportato a casa ha anche la sua firma. Ma perchè escludere un ragazzo che aveva lavorato molto, senza dargli realmente nessuna chance di provare di poter almeno esserci per la squadra?
E' una domanda che rimarrà senza risposta.
Io credo comunque che questo ragazzo stia dimostrando a fatti quello che vale, che stia zittendo tutti quelli che già gli avevano fatto una x sopra. Eliminato? No.
La terza riflessione che vorrei fare è questa: questa nuova squadra mi piace. Un nuovo elemento ha arricchito di spettacolo e potenza la squadra che già mi faceva battere il cuore. Stiamo parlando di Bartosz Kurek.
Lasciate che ve lo presenti: Bartosz Kurek, 207 cm, classe 1988, nazionalità polacca.
Schiacciatore. Di quelli che non attaccano semplicemente, ma bucano rete, mani e lasciano crateri fumanti nel campo avversario. Da quest'anno con la maglia numero 16 della Lube, lasciatemelo dire: vederlo giocare è uno spettacolo unico. Sarà la prossima stella splendente della nostra squadra. Lo è già in effetti. Ieri in partita, ha preso tutto e lo ha trasformato in oro colato.
Un ragazzo che ci porterà vittorie, successi e tante emozioni.
Erano necessarie delle delucidazioni, sentivo di dovermi esprimere.
Ricordo a tutti che la sezione dei commenti è aperta, funzionante e al momento non moderata, per cui sentitevi liberi di lasciare commenti qua sotto, se non siete d'accordo o se volete semplicemente esprimere un punto di vista differente, magari illuminante che io non sono riuscita a cogliere.
Sempre forza Lube!
Eravamo tutti emozionati all'idea di vedere la nuova Lube giocare. Anche un po' impauriti a dire la verità, dopo la brutta partita in Supercoppa con il Trento, diciamola tutta. Non è semplice per dei nuovi giocatori prendere confidenza in così poco tempo, cercare un feeling che è necessario per potersi capire in campo, senza neanche parlarsi, solo con un'occhiata.
La Lube non mi ha deluso. Quella che ho visto domenica è stata una squadra affiatata, certo non perfetta, ma sulla buona strada verso alti standard di gioco. Ma come ho detto questo post non è sulla cronaca delle partite, ma su alcune riflessioni che mi sono venute quasi istantaneamente quando ho visto prima la partita di domenica e poi quella di martedì, in cui i nostri hanno disintegrato il Kazan con un 3 a 0 senza possibilità di replica.
Qualche tempo fa scrissi un post in favore di Michele Branowicz. Piemontese di Mondovì, classe 1989, si è aggiunto ai biancorossi quest'estate dopo l'abbandono di Dragan Travica.
Ho scritto, e ripeto non ho problemi a dirlo, non è semplice rimpiazzare uno come Travica. E' un giocatore amatissimo, che nel bene e nel male ha sempre e comunque tenuto alto l'interesse per la Lube, un regista che ha lasciato il segno. Qualcuno che parte prevenuto c'è sempre.
Non si può evitare. Però si pensa che prima o poi la gente si pieghi alla bravura, al talento. Almeno chi ha l'obiettività di ammettere l'evidenza. Lo ammetto ancora non mi sono andate giù tutte le piogge di critiche che sono cadute a mannaia su questo ragazzo (si è giovane, ma potrebbe esserci chi non è d'accordo, pazienza) post Supercoppa, inneggiando a Travica, ipotizzando il taglio delle gambe di Michele.
Ora aperta al dialogo, vorrei davvero sapere da chi inneggiava al ritorno di Travica, con la massima sincerità, se dopo queste due partite si è almeno aperto uno spiraglio di luce per Michele.
Quello che ho visto io è un palleggiatore che con i fatti ha dimostrato di meritarsi la maglia biancorossa, gestendo i suoi compagni durante la partita con abilità ed equilibrio. Un giocatore che non molla mai.
Forse allora si potrebbe cercare di dare a questo giocatore una possibilità, non di sostituire Travica, ma di darci emozioni forti vestendo la maglia biancorossa.
La riflessione successiva è ovviamente connessa alla nazionale. Sono l'unica a chiedersi come mai questo palleggiatore di talento è stato lasciato a casa? Inspiegabilmente Michele è stato escluso dalla rosa alla vigilia della final six in Argentina, senza tra l'altro aver avuto modo di provare niente. Quanto tempo è stato lasciato in campo? Forse a malapena un set (e io c'ero, mi ha fatto un'ottima impressione). Senza nulla togliere al nostro numero tredici che ha fatto un ottimo lavoro, portandoci assieme alla sua squadra all'argento, mi chiedo perchè Coach Berruto abbia deciso di togliere ogni possibilità a un ragazzo che poteva di sicuro dare molto alla nazionale. Non prendetemi per un'ingrata: io sono riconoscente a Travica del lavoro che ha fatto. L'argento che la nazionale ha riportato a casa ha anche la sua firma. Ma perchè escludere un ragazzo che aveva lavorato molto, senza dargli realmente nessuna chance di provare di poter almeno esserci per la squadra?
E' una domanda che rimarrà senza risposta.
Io credo comunque che questo ragazzo stia dimostrando a fatti quello che vale, che stia zittendo tutti quelli che già gli avevano fatto una x sopra. Eliminato? No.
La terza riflessione che vorrei fare è questa: questa nuova squadra mi piace. Un nuovo elemento ha arricchito di spettacolo e potenza la squadra che già mi faceva battere il cuore. Stiamo parlando di Bartosz Kurek.
Lasciate che ve lo presenti: Bartosz Kurek, 207 cm, classe 1988, nazionalità polacca.
Schiacciatore. Di quelli che non attaccano semplicemente, ma bucano rete, mani e lasciano crateri fumanti nel campo avversario. Da quest'anno con la maglia numero 16 della Lube, lasciatemelo dire: vederlo giocare è uno spettacolo unico. Sarà la prossima stella splendente della nostra squadra. Lo è già in effetti. Ieri in partita, ha preso tutto e lo ha trasformato in oro colato.
Un ragazzo che ci porterà vittorie, successi e tante emozioni.
Erano necessarie delle delucidazioni, sentivo di dovermi esprimere.
Ricordo a tutti che la sezione dei commenti è aperta, funzionante e al momento non moderata, per cui sentitevi liberi di lasciare commenti qua sotto, se non siete d'accordo o se volete semplicemente esprimere un punto di vista differente, magari illuminante che io non sono riuscita a cogliere.
Sempre forza Lube!
giovedì 10 ottobre 2013
Diatec Trentino-Cucine Lube Banca Marche Macerata 3-0
Fa male. Fa molto male. Vedere un 3 a 0 secco quando invece potevamo giocarcela, quando si poteva combattere e magari salvare il salvabile, non dico vincere. Con tre set a zero (25-23 25-23 25-21) il Trento si porta via la Supercoppa, lasciandoci subito a inizio campionato a bocca asciuttissima.
Cosa ho visto in campo? Non ho visto una squadra in campo. Ho un visto un Trento potente e coeso, con una ricezione pazzesca e un Sokolov che bucava ogni nostra difesa. E poi ho visto la nostra Lube. Un grande potenziale, mai giocato, mai messo realmente in campo.
Il nostro Zar che ovviamente qualche punto lo mette a segno (per la precisione 15) non sembra avere dalla squadra l'appoggio giusto. Non sembra volare in alto come fa di solito, sembra quasi opaco.
La nostra difesa era un colabrodo. Henno ha lasciato andare dei palloni senza neanche inseguirli e questo è inaccettabile per un libero della sua esperienza. Ho visto Colaci gettarsi e andare dove non credevo potesse arrivare nessuno, salvare palloni su palloni su palloni a volte andando anche a scontrarsi contro il bordo campo. E poi ho visto Monsieur Henno uscire dal campo all'ultimo set e non era neanche sudato.
Ho visto talento, un grande talento in Bartosz Kurek, il nostro nuovo acquisto polacco, tanta potenza, tanta voglia di vincere e di provare ai compagni che è meritevole della loro fiducia.
Ho visto Baranowicz il nostro regista avere qualche difficoltà, ma giocare alcuni palloni davvero splendidi. Diamogli tempo e acquisirà esperienza, un regista deve poter conoscere bene i compagni (senza contare che Michele si trova a dover ricoprire un ruolo difficile per altri motivi, ma di questo parlerò dopo).
Ho visto un Kovar completamente assente. Sia in ricezione sia in attacco, Kovar è stato trasparente: non si è mai visto ieri sera, se non per alcuni errori costati alla squadra alcuni punti.
Ho visto i nostri due centrali serbi Stankovic e Podrascanin in grande difficoltà, nonostante se ne possano tornare a casa rispettivamente con 5 e 8 punti. Hanno tentato di arginare Trento, ma anche loro devono tornare qui con la testa.
Ho visto un Simone che poteva fare molto di più, lo dico sapendo quanto vale il nostro numero 3, lo dico sapendo che Simone è il giocatore jolly che può sbloccare le situazioni critiche. Forse messo in campo troppo tardi, forse comunque non al massimo ieri sera.
Ho visto una Lube non al passo, una Lube non coesa, non unita, ognuno pensava al proprio piccolo orticello ed è questo il grande errore che ci ha portato alla disfatta. Abbiamo bisogno di un collante, di vederli assieme, con la testa e con il cuore, perchè solo una squadra unita può vincere.
Si dice, si mormora, che chi vince la Supercoppa a inizio anno poi non vince più nulla. Il tempo saprà dirci se la maledizione da supercoppa è vero o meno.
Intanto da adesso a inizio campionato Coach Giuliani ha una settimana e mezzo per rimettere in riga i suoi ragazzi, per unirli e per cercare di dargli quella marcia in più, per risolvere i problemi in battuta e in ricezione.
Lasciatemi fare una piccola postilla a favore di Michele Baranowicz. Questo ragazzo giovane, classe 1989, ha appena preso il posto di palleggiatore nella nostra Lube. E' un ruolo per niente facile, è il centro del campo, è lui a decidere dove mandare la palla, chi colpisce, la strategia è nelle sue mani. Non mi è piaciuto l'atteggiamento di alcune "tifose" che ieri sera si sono lamentate della mancanza di Travica in campo, tagliando di netto le gambe a Baranowicz dopo una sola partita.
Fatto 1: Dragan Travica se n'è volontariamente andato dalla Lube. E' partito per le lande ghiacciate del Belgorod, è suo diritto scegliere, ma è stato lui a decidere, nessuno l'ha costretto, nessuno l'ha messo sul mercato a forza come un merluzzo sul banco del pesce. Il nostro numero 13 era un giocatore importantissimo, ma ora non c'è più. Io dico che c'è chi prima di inizio stagione dovrebbe farsi un esame di coscienza e ammettere che forse sarebbe più sincero tifare Belgorod, invece che passare la stagione a sospirare e a dire manca Dragan.
Dragan mancherà sempre. Come del resto mancherà Cristian Savani. Ma un tifoso ama la squadra, non il singolo giocatore. Se no non si è tifosi, si è fan. Il che non vuol dire essere inferiori, ma solo e semplicemente avere un approccio diverso. Se si è tifosi si segue la squadra, se si è fan si segue il giocatore.
Fatto 2: Michele Baranowicz ieri sera non ha fatto schifo, nonostante quello che molte moltissime ragazze hanno detto, io ho trovato il suo gioco interessante e il suo modo di dirigere la squadra abbastanza buono. Da migliorare, del resto si può sempre migliorare, ma c'è un potenziale lì sotto quell'espressione impassibile che decide di tenere in campo. E io voglio vederlo quel potenziale.
Perciò per favore, non attaccatelo, non è semplice sostituire un giocatore che nel bene e nel male è stato amato tanto come Travica. Lasciamogli la possibilità di evolversi, di crescere. E di vincere anche per noi tifosi biancorossi.
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